2010 volte Netech

03 agosto del 2000, questa la data in cui Netech si costituiva come società.Dieci anni dopo (manca poco al compleanno ufficiale :-) Netech si guarda dentro per capire cosa è stata e sopratutto quali competenze e know how ha maturato.I risultati sono molti:

  • Due sedi operative (Longarone e Padova)
  • Un organico di oltre 20 collaboratori (tra analisti, sviluppatori, designer, sistemisti, ecc…)
  • Oltre 600 clienti attivi e gestiti quotidianamente con passione ed entusiasmo
  • Un prestigioso data center di proprietà
  • Nuovi sviluppi e importanti iniziative sull’area multimedia e Web TV
  • Molto altro …

Ma tutti questi risultati, dovuti certo alla costanza e alla voglia di innovare e svilupparsi, sono stati possibili grazie a tutte quelle persone che in questi anni hanno lavorato con noi e per noi: a Stefano, Marco, Giacomo, Antonio, Andrea, Alessio, Gianluca, Nicola, Gabriele, Giuliano, Miriam, Luca, Paolo, Vera, Alessia, Alberto, Roberto, Dario, ecc… insomma a tutti voi.A tutti i clienti, collaboratori e fornitori, che in questi anni hanno confermato il loro impegno e il loro costante interesse a collaborare, Netech dedica un soffio e 10 candeline ;-) e la speranza di ritrovarci a festeggiare nel prossimo 2020Auguri di buon compleanno Netech !

26 marzo 2009 … la crisi persiste e noi?

26 marzo 2009 una data come un’altra in un periodo, quello che stiamo vivendo, di grande difficoltà economica non solo per il nostro paese ma in generale per il mondo “evoluto” e per le aziende che lo popolano!

In questo ambiente tutt’altro che rassicurante, i governi di tutto il mondo, gli economisti più accreditati, tutti i guru di ogni scienza, si guardano bene dall’esprimere valutazioni circostanziate circa l’impatto, la durata e gli effetti che questa situazione avversa produrrà su mercati, imprese, lavoro e sui nostri standard di vita.

In questo stato di insicurezza e sofferenza diffusa molte imprese tendono a rifugiarsi emotivamente verso la non strategia della riduzione generalizzata di costi e investimenti, spesso in modo acritico e privo di una rigorosa valutazione del rapporto causa/effetto.

In molti casi tutto ciò avviene riducendo o azzerando gli sforzi proprio nei settori strategici che fanno la differenza netta fra paralisi più o meno consapevole e reattività determinata.

  • Riduzione generica del personale
  • Contrazione degli investimenti in ricerca e sviluppo
  • Spostamento di investimenti nel marketing e comunicazione a data da destinarsi

E’ sorprende constatare che spesso, le reazioni alle difficoltà si incentrino più sulla chiusura a guscio, su lamentìo generalizzato, sull’attesa di tempi migliori, sul rinunciare alla ricerca di nuove idee e iniziative efficaci.

Ma allora: quando è che dobbiamo essere più:

  • Concentrati sugli obiettivi
  • Aperti a nuove idee
  • Determinati nel migliorarci
  • Creativi nel produrre idee
  • Abili nel cogliere le opportunità
  • Efficaci nel realizzarle

Quando il sole splende, tutto ci sorride e la vita è in discesa oppure, quando tutto sembra congiurare contro di noi e infuria la tempesta?

A voi la risposta … (to be continued)

[Con il contributo di Luigi Mistruzzi - Erasmus Sociologia d’impresa]

Rispondere alla crisi investendo sulla rete

Traggo due spunti interessanti dall’ articolo - La tecnologia digitale è la risposta al rallentamento economico - pubblicato sul Blog di Google Italia e scritto da Massimiliano Magrini, Country Manager di Google Italia e non posso far altro che postarli qui…

  • internet consente alle aziende di mettersi sul mercato in modo flessibile e di raggiungere il giusto target di consumatori nel momento in cui sta manifestando un chiaro bisogno informativo, ripagando l’investimento dell’azienda per ogni centesimo speso;
  • le imprese che non rispondono al cambiamento di comportamento dei consumatori e alle nuove opportunità che si stanno creando rischiano di perdere di competitività nel mercato. Coloro che invece investono per costruire e consolidare la propria presenza online potranno trasformare la crisi in una grande opportunità di rafforzamento della propria impresa.

Netech snow day 2008

Non posso evitare di osservare quanta neve è caduta in questi giorni sulle nostre montagne e quanta ancora ne verrà!

Chi l’avrebbe mai detto! Lo scorso anno i gestori degli impianti si lamentavano, giustamente, del mancato intervento di madre natura ed erano costratti a ricorrere ai “cannoni” per rincuorarsi ed offrire un’orribile lingua di neve sui cui sciare.

Ma quest’anno signori si cambia registro e gli oltre due metri scesi dal cielo stanno creando un paesaggio unico e difficilmente ricordabile negli ultimi anni.

La proposta quindi è facilmente intuibile: cari colleghi e cari clienti, vediamoci sulle piste per una sciata o una ciaspata in compagnia (e annessa mangiata!)

Come fare ad organizzarsi? … Semplicemente chiamandomi :-)

Netech snow day
Info line: 3929298628
Date previste: 20 o 21 dicembre 2008 (si lo so è sabato e domenica)

Una promessa: Le foto più divertenti andranno sui social!

Intranet sociali si o intranet sociali no? Meglio lasciar circolare la conoscenza

Nell’era del Web 2.0 dove questo termine “stra usato” tende quasi a perdere di definizione, mi pongo spesso la domanda se realizzare un sito o meglio una intranet aziendale orientata al sociale sia veramente vantaggioso per molti dei nostri clienti se non per tutti.

Sicuramente le nuove generazioni e quindi la classe dirigente del domani (forse il domani è già oggi) vivono e utilizzano quotidianamente questo tipo di applicazioni.

Un caso fra tutti è Facebook, network sociale dove è possibile ritrovare amici e conoscenti di tutto il mondo spariti inesorabilmente dalla propria agenda e ritrovati a distanza di anni. 110 milioni di utenti attivi (2 milioni gli italiani “vittime” felici dello strumento) fanno di questo social networking l’applicazione Web 2.0 con il maggiore tasso di sviluppo annuo (Fonte il sole 24 ore 31 ottobre 2008) e allora il dato è quasi certo: se togliamo agli utenti (dipendenti, collaboratori, fornitori aziendali) la possibilità di fare Web 2.0 sul sito o sulla intranet dell’azienda per la quale lavorano cercheranno di farlo altrove.Meglio quindi offrire lo strumento piuttosto che vedersene creare uno alle spalle.

Ritengo quindi che in un’organizzazione strutturata, azienda o ente pubblico che sia, il pensare di adottare una intranet o dedicare una parte del proprio sito all’intrattenimento e alla condivisione di informazioni, pensieri e quindi di conoscenza, non può che giovare al business della società stessa.

Questi strumenti inoltre, riuscendo a far emergere la componente non formale dell’organizzazione, facilitano i rapporti e gli scambi di informazioni e di competenze.Wiki, blog, forum e servizi RSS sono sempre di più strumenti indispensabili allo sviluppo aziendale.

Realizzare il proprio sito o portale per allargare i confini aziendali offrendo un migliore servizio agli stakeholders

Questo l’obiettivo principale che ogni azienda deve porsi quando si avvicina al web con un sito, una intranet o un portale in grado di erogare servizi e valore verso il mercato. Chi sono i miei clienti, collaboratori, fornitori, prospect ecc… e cosa cercano da me. 

Una presenza web vincente deve essere un qualcosa di vivo capace di far da ponte tra il “cuore” dell’azienda e tutti coloro che possono trarre beneficio da un’interazione con essa.Il proprio sito o portale non deve essere quindi un’entità a se stante (una cosa da fare in più fra le tante che già si fanno) ma un naturale prolungamento dell’azienda e dei suoi processi.

 Cosa facciamo quotidianamente quando siamo al lavoro? Ci colleghiamo alla posta per scaricare e inviare mail, accediamo alla rubrica dei contatti per effettuare telefonate, pianifichiamo impegni e scadenze su calendari, usiamo i motori di ricerca per reperire informazioni su clienti e fornitori, ci colleghiamo all’ ERP (Entreprise Resource Planning) per governare il business aziendale controllando lo stato di avanzamento di un ordine o l’emissione di un documento amministrativo, produciamo documenti cartacei ed elettronici di ogni tipo, collaboriamo con i diversi reparti aziendali e… ci beviamo il caffè durante la pausa :-) Tutte queste attività hanno un denominatore comune: il rapporto tra l’uomo e le applicazioni informatiche presenti in azienda. 

 E se queste applicazioni fossero fruibili via Web e possibilmente con un look and feel omogeneo? Applicazioni e servizi provenienti da sistemi differenti e non necessariamente progettati per un utilizzo Internet diventerebbero accessibili facilmente con logiche di permission ai collaboratori, clienti, dipendenti, prospect, fornitori, offrendo loro in tempo reale le informazioni che cercano.Sulla base di queste considerazioni Netech approccia il mercato cercando di far capire ai propri clienti quanto valore aggiunto si nasconde dentro al WWW.

 Diagramma

Internet, acceleratore dei processi di ‘go to market’

Nei giorni scorsi mi sono imbattuto in un articolo che ho riletto più volte. In particolare un paio di frasi mi hanno colpito.

“[…] Internet, in quanto ’sistema viario veloce’ che accelera i processi di ‘go to market’, non è di per sé fonte univoca d’innovazione, ma certamente connotatore, sottolineatore, catalizzatore e, da ultimo, acceleratore e moltiplicatore dell’efficacia del contenuto innovativo dell’azione imprenditoriale.

Internet costituisce, in sintesi, un sottosistema, seppur sempre più ampio e grande, di questo macro insieme di alternative e di strade che si aprono quale alternative possibili e qualificanti dello sviluppo delle iniziative imprenditoriali (marketing imprenditoriale)[…]”

Il nostro maggior sforzo nell’ultimo periodo è stato proprio questo, cercar di far capire agli imprenditori che stanno per investire in Internet delle possibilità che possono ottenere attraverso questo mezzo.

Lavorare con questa logica, sviluppare prodotti ed applicazioni a misura che raggiungano questo scopo, innovare adattandosi ai cambiamenti rapidi in atto è stata e sarà la nostra mission aziendale nei prossimi anni. Il tutto rivolto all’abbattimento di quella barriera mentale e culturale che spesso rallenta l’ingresso nella rete da parte di molte aziende.

La grafica e il contenuto

Per definire la qualità di un sito web si devono considerare ed analizzare varie caratteristiche: da quelle tecniche a quelle progettuali, dall’usabilità alla grafica.

Voglio argomentare proprio di quest’ultimo aspetto, più precisamente della grafica applicata ai contenuti.

Normalmente il concetto grafico di un sito si ferma, in modo errato, ai colori, forme, immagini, animazioni che racchiudono il contenuto di una pagina trattando quest’ultimo come un invitato fuori posto ad una festa.

Curare i contenuti del proprio sito è invece uno degli aspetti principali per rendere visibile la propria attività on line.

Se proponi valige non credere che al tuo potenziale cliente basti guardare una immagine minuscola. Fai realizzare più foto scattate da un fotografo professionista, e pretendi dal tuo fornitore di servizi web attività grafiche che valorizzino ulteriormente il prodotto.

Questo vuol dire impiegare un font leggibile con buona interlinea, creare degli spazi tra un paragrafo e l’altro, usare il grassetto per le parole chiave, realizzare degli elenchi schematici e chiari.

Cosa molto importante è quella di creare titoli principali e secondari con colori e dimensioni personalizzate, che rendono la pagina più strutturata e leggibile.

Un ulteriore suggerimento (tratto da Web Usability di Jakob Nielsen) è quello di creare immagini realizzate pensate per il sito internet, piuttosto che adattare le immagini del catalogo cartaceo già esistente. Dai al visitatore web la possibilità di confrontare tutte le varianti colore dei tuoi prodotti, piuttosto che la sola presentata nel catalogo stampato.

Apple
Come web designer sono convinto che la grafica più efficace sia quella costruita sul e per il contenuto.

Un esempio è dato, secondo me, dal sito web di Apple.
Anche se è graficamente essenziale, riesce a trasmettere la qualità e l’innovazione dei prodotti.

Non è necessario essere Apple per ottenere questo risultato, ma sono sicuramente necessari passione e motivazione.

Formazione per esempi

Credo che ci siano due modi per fare il nostro lavoro. Il primo è quello del maniaco informatico-programmatore che conosce tutti i segreti del web, ma solitamente ha il grosso difetto di parlare una lingua incomprensibile per i non addetti ai lavori.

La seconda categoria, nella quale spero di rientrare con i miei colleghi, è quella dell’esperto informatico, coscente di dover dialogare con clienti ed utenti che hanno conoscenze limitate nell’ambito informatico. Come ha scritto Gianluca nel post ‘Sempre qualcosa di nuovo‘ dobbiamo confrontarci con persone che lavorano in settori che non necessariamente hanno a che fare con l’ambito web ma che dobbiamo comprendere le loro necessità e spiegare il funzionamento dei nostri prodotti.

Ho notato che in queste situazioni tornano molto utili gli esempi tratti da situazioni comuni, come ha raccontato Marco nel post ‘Postini e protocolli‘, questo perchè il funzionamento di un protocollo smtp non è conosciuto da tutti mentre non serve aver lavorato per le poste italiane per sapere come si svolge il lavoro di un postino. Io stesso, l’altra sera, scrivendo un articolo per un giornale locale, ho utilizzato il funzionamento di una biblioteca pubblica per illustrare la gestione dei dati da parte di un elaboratore.

Credo che questo approccio sia essenziale in molte professioni, soprattutto nella nostra e in quella di insegnante (avrei tanto voluto che mi spiegassero alcuni costrutti di analisi matematica per esempi prima di darmi la definizione ! ) e deriva da un’esperienza fatta precedentemente ad esempio scrivendo per un blog (come nel caso di Antonio) o da un lungo periodo a contatto con i clienti come accade nel caso di Marco.

Esempio da imitare?

Google è un buon esempio di azienda da imitare?

La domanda sembra retorica vedendo la crescita fatta e la sua capitalizzazione ormai superiore alla somma di tutte le aziende automobilistiche americane. Ma Google non è solo motore di ricerca. Per noi e molti altri è anche fonte di ispirazione e modello tecnico da imitare per il Web 2.0.

Cito solo due soluzioni che hanno rilasciato negli ultimi mesi e che si sommano alle molteplici già attive (mail, calendar, condivisione file, chat, mappe, ecc.): il Google Web Toolkit (GWT) e il Google Mobile OS.

Il primo è un framework di sviluppo per applicazioni AJAX rilasciato sotto licenza opensource Apache 2.0 con l’obiettivo di permettere allo sviluppatore di lavorare ad un livello di astrazione più alto rispetto a quello nativo di AJAX, evitando quindi di sprecare risorse scrivendo linee di codice HTML e Javascript da testare sui diversi browser.

Il secondo un ambizioso progetto per una piattaforma di sviluppo per applicazioni mobile che includerà OS, API, IM, e browser mobile. Android (video demo) è quindi a tutti gli effetti il cuore del nuovo “googlefonino” open source.

Altri due utili strumenti che si aggiungono ad una ampia famiglia conosciuta ed utilizzata. Determineranno nuove crescite e conquiste di quote di mercato?