Archivio del mese Settembre 2007

Che fine ha fatto il web semantico?

Per la tesi di laurea specialistica ho approfondito le tecniche legate al web semantico e al 3D per il web che mi hanno portato anche a scrivere un articolo sull’argomento con il mio relatore.

Tim Berners-Lee, direttore del W3C, padre di internet e ideatore del Web Semantico, lo ha definito in questo modo: “The Semantic Web is an extension of the current web in which information is given well-defined meaning, better enabling computers and people to work in cooperation”. Il web semantico è quindi un insieme di regole definite con lo scopo di fornire informazioni più precise sul contenuto dei dati online per una maggiore fruizione da parte degli utenti e dei software.

Le funzionalità possibili grazie all’uso del web semantico erano veramente notevoli, mi è sembrata molto interessante la presentazione di Massimo Marchiori alla tappa italiana del W3C Semantic Tour del 2003.

Dopo più di un anno dalla pubblicazione della tesi, però, il web semantico viene utilizzato solamente da una minima parte degli utenti a differenza di alcune tecnologie che pur essendo nate dopo, si sono diffuse molto più velocemente probabilmente per la maggiore semplicità d’uso.

Possiamo decretare la fine del web semantico o ne sentiremo ancora parlare in futuro?

Standard e bollini

Il sito Netech e il relativo blog sono realizzati secondo gli standard web. Questo vuol dire che il codice che compone la pagina di questi due siti non è stato scritto alla bell’e meglio, solo perché graficamente il risultato sia piacevole al lettore.

Creare un sito aderente agli standard vuol invece dire progettare attentamente la pagina e codificarla secondo delle regole, ferree, che sono stabilite da un opportuno consorzio, il W3C. Perché farlo? Perché il sito non è solo quello la maggior parte di noi vede. Un sito creato con gli standard è indicizzato in modo più efficace dai motori di ricerca, è visualizzato correttamente non solo dai browser più diffusi, ma anche da altre periferiche, come telefonini, smartphone, PDA e potrebbe essere fruibile anche dai disabili, che ricorrono a strumenti dedicati.

La moda vuole che chi realizza un sito in questo modo inserisca da qualche parte nel sito una serie di immagini, o bollini, che ne testimonino l’aderenza agli standard. Non troverete però questi bollini navigando nel nostro sito. E’ bene essere cauti: realizzare un sito aderente agli standard è molto importante, ma da solo non basta per realizzare un sito di successo.

Un account, un servizio

Dovevo modificare un servizio attivato sul mio numero di telefono cellulare.

Mi sono collegato al sito web del mio operatore e poco dopo sono cominciati i problemi.

I tre link sullo schermo sembravano servire al medesimo scopo: personalizzare i servizi legati al mio numero di telefono mobile. Ognuno richiedeva una registrazione. Dopo aver provato il primo e aver notato che riguardava solamente un certo tipo di servizi (naturalmente, non quello che cercavo io…) ho provato il secondo e dopo un’ennesima registrazione sono riuscito ad arrivare sulla pagina che mi interessava.

Non capisco l’utilità di complicare la navigazione dell’utente. La cosa che apprezzo di più di Google è che con un solo account ho accesso a tutti i servizi offerti: una sola password da ricordare e che dev’essere scritta una volta sola!

Che ne pensate?

Questione di interfacce

Da qualche mese uso la suite di programmi Adobe CS3 Premium e ho notato una certa discrepanza tra le interfacce dei vari prodotti che la compongono.
Ogni programma della Creative Suite 3 è sicuramente diverso dagli altri e quindi è corretto che l’ambiente di lavoro sia mirato e studiato per soddisfare l’esigenza dell’utilizzatore, in modo tale da permettergli di operare nel miglior dei modi.
Quello che però manca è un filo comune, una logica condivisa tra i diversi programmi che eviti di saltare in continuazione tra un “modo di fare” di un programma e l’altro.
C’è forse una certa sintonia tra Photoshop, Illustrator e Flash, ma non mi sento di dire la stessa cosa tra questi e Fireworks o Dreamweaver.
Mi auguro che gli sforzi per una maggiore integrazione continuino, magari già dalla prossima versione!