Di ritorno dal Future of Web Apps

L’esperienza londinese è stata stancante (mi sono preso una mezza influenza), ma ha saputo fornire al pubblico molti spunti di interesse.

Tra tutti gli interventi a cui ho assistito ricordo con piacere quello di Dick Costolo di Feedburner. Costolo ha sfatato qualche mito che correva in sala durante i precedenti interventi, come per esempio la necessità di produrre business plan dettagliati per una startup web 2.0, perché oggi non li legge più nessuno.

Costolo è andato oltre, spiegando come se da un lato è vero che non occorrano ingenti investimenti per far partire una startup, i soldi serviranno presto se l’interesse è di farla crescere e di sfruttare le opportunità che si presentano.

Ma la cosa che mi ha colpito di più, che mai avrei pensato di sentire per bocca di un americano, è l’affermazione secondo cui è meglio assumere persone competenti, ma non con competenze specifiche, così da reagire ai (frequenti) mutamenti di mercato. Una cosa a cui forse siamo abituati in Italia, ma non così tanto all’estero: basta vedere le posizioni aperte per esempio da Google, per rendersi conto della specificità delle figure ricercate.

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