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26 marzo 2009 … la crisi persiste e noi?

26 marzo 2009 una data come un’altra in un periodo, quello che stiamo vivendo, di grande difficoltà economica non solo per il nostro paese ma in generale per il mondo “evoluto” e per le aziende che lo popolano!

In questo ambiente tutt’altro che rassicurante, i governi di tutto il mondo, gli economisti più accreditati, tutti i guru di ogni scienza, si guardano bene dall’esprimere valutazioni circostanziate circa l’impatto, la durata e gli effetti che questa situazione avversa produrrà su mercati, imprese, lavoro e sui nostri standard di vita.

In questo stato di insicurezza e sofferenza diffusa molte imprese tendono a rifugiarsi emotivamente verso la non strategia della riduzione generalizzata di costi e investimenti, spesso in modo acritico e privo di una rigorosa valutazione del rapporto causa/effetto.

In molti casi tutto ciò avviene riducendo o azzerando gli sforzi proprio nei settori strategici che fanno la differenza netta fra paralisi più o meno consapevole e reattività determinata.

  • Riduzione generica del personale
  • Contrazione degli investimenti in ricerca e sviluppo
  • Spostamento di investimenti nel marketing e comunicazione a data da destinarsi

E’ sorprende constatare che spesso, le reazioni alle difficoltà si incentrino più sulla chiusura a guscio, su lamentìo generalizzato, sull’attesa di tempi migliori, sul rinunciare alla ricerca di nuove idee e iniziative efficaci.

Ma allora: quando è che dobbiamo essere più:

  • Concentrati sugli obiettivi
  • Aperti a nuove idee
  • Determinati nel migliorarci
  • Creativi nel produrre idee
  • Abili nel cogliere le opportunità
  • Efficaci nel realizzarle

Quando il sole splende, tutto ci sorride e la vita è in discesa oppure, quando tutto sembra congiurare contro di noi e infuria la tempesta?

A voi la risposta … (to be continued)

[Con il contributo di Luigi Mistruzzi - Erasmus Sociologia d’impresa]

Rispondere alla crisi investendo sulla rete

Traggo due spunti interessanti dall’ articolo - La tecnologia digitale è la risposta al rallentamento economico - pubblicato sul Blog di Google Italia e scritto da Massimiliano Magrini, Country Manager di Google Italia e non posso far altro che postarli qui…

  • internet consente alle aziende di mettersi sul mercato in modo flessibile e di raggiungere il giusto target di consumatori nel momento in cui sta manifestando un chiaro bisogno informativo, ripagando l’investimento dell’azienda per ogni centesimo speso;
  • le imprese che non rispondono al cambiamento di comportamento dei consumatori e alle nuove opportunità che si stanno creando rischiano di perdere di competitività nel mercato. Coloro che invece investono per costruire e consolidare la propria presenza online potranno trasformare la crisi in una grande opportunità di rafforzamento della propria impresa.

Netech snow day 2008

Non posso evitare di osservare quanta neve è caduta in questi giorni sulle nostre montagne e quanta ancora ne verrà!

Chi l’avrebbe mai detto! Lo scorso anno i gestori degli impianti si lamentavano, giustamente, del mancato intervento di madre natura ed erano costratti a ricorrere ai “cannoni” per rincuorarsi ed offrire un’orribile lingua di neve sui cui sciare.

Ma quest’anno signori si cambia registro e gli oltre due metri scesi dal cielo stanno creando un paesaggio unico e difficilmente ricordabile negli ultimi anni.

La proposta quindi è facilmente intuibile: cari colleghi e cari clienti, vediamoci sulle piste per una sciata o una ciaspata in compagnia (e annessa mangiata!)

Come fare ad organizzarsi? … Semplicemente chiamandomi :-)

Netech snow day
Info line: 3929298628
Date previste: 20 o 21 dicembre 2008 (si lo so è sabato e domenica)

Una promessa: Le foto più divertenti andranno sui social!

Intranet sociali si o intranet sociali no? Meglio lasciar circolare la conoscenza

Nell’era del Web 2.0 dove questo termine “stra usato” tende quasi a perdere di definizione, mi pongo spesso la domanda se realizzare un sito o meglio una intranet aziendale orientata al sociale sia veramente vantaggioso per molti dei nostri clienti se non per tutti.

Sicuramente le nuove generazioni e quindi la classe dirigente del domani (forse il domani è già oggi) vivono e utilizzano quotidianamente questo tipo di applicazioni.

Un caso fra tutti è Facebook, network sociale dove è possibile ritrovare amici e conoscenti di tutto il mondo spariti inesorabilmente dalla propria agenda e ritrovati a distanza di anni. 110 milioni di utenti attivi (2 milioni gli italiani “vittime” felici dello strumento) fanno di questo social networking l’applicazione Web 2.0 con il maggiore tasso di sviluppo annuo (Fonte il sole 24 ore 31 ottobre 2008) e allora il dato è quasi certo: se togliamo agli utenti (dipendenti, collaboratori, fornitori aziendali) la possibilità di fare Web 2.0 sul sito o sulla intranet dell’azienda per la quale lavorano cercheranno di farlo altrove.Meglio quindi offrire lo strumento piuttosto che vedersene creare uno alle spalle.

Ritengo quindi che in un’organizzazione strutturata, azienda o ente pubblico che sia, il pensare di adottare una intranet o dedicare una parte del proprio sito all’intrattenimento e alla condivisione di informazioni, pensieri e quindi di conoscenza, non può che giovare al business della società stessa.

Questi strumenti inoltre, riuscendo a far emergere la componente non formale dell’organizzazione, facilitano i rapporti e gli scambi di informazioni e di competenze.Wiki, blog, forum e servizi RSS sono sempre di più strumenti indispensabili allo sviluppo aziendale.

Realizzare il proprio sito o portale per allargare i confini aziendali offrendo un migliore servizio agli stakeholders

Questo l’obiettivo principale che ogni azienda deve porsi quando si avvicina al web con un sito, una intranet o un portale in grado di erogare servizi e valore verso il mercato. Chi sono i miei clienti, collaboratori, fornitori, prospect ecc… e cosa cercano da me. 

Una presenza web vincente deve essere un qualcosa di vivo capace di far da ponte tra il “cuore” dell’azienda e tutti coloro che possono trarre beneficio da un’interazione con essa.Il proprio sito o portale non deve essere quindi un’entità a se stante (una cosa da fare in più fra le tante che già si fanno) ma un naturale prolungamento dell’azienda e dei suoi processi.

 Cosa facciamo quotidianamente quando siamo al lavoro? Ci colleghiamo alla posta per scaricare e inviare mail, accediamo alla rubrica dei contatti per effettuare telefonate, pianifichiamo impegni e scadenze su calendari, usiamo i motori di ricerca per reperire informazioni su clienti e fornitori, ci colleghiamo all’ ERP (Entreprise Resource Planning) per governare il business aziendale controllando lo stato di avanzamento di un ordine o l’emissione di un documento amministrativo, produciamo documenti cartacei ed elettronici di ogni tipo, collaboriamo con i diversi reparti aziendali e… ci beviamo il caffè durante la pausa :-) Tutte queste attività hanno un denominatore comune: il rapporto tra l’uomo e le applicazioni informatiche presenti in azienda. 

 E se queste applicazioni fossero fruibili via Web e possibilmente con un look and feel omogeneo? Applicazioni e servizi provenienti da sistemi differenti e non necessariamente progettati per un utilizzo Internet diventerebbero accessibili facilmente con logiche di permission ai collaboratori, clienti, dipendenti, prospect, fornitori, offrendo loro in tempo reale le informazioni che cercano.Sulla base di queste considerazioni Netech approccia il mercato cercando di far capire ai propri clienti quanto valore aggiunto si nasconde dentro al WWW.

 Diagramma