Archivio per la categoria ‘Tecnica e sviluppo’

Esempio da imitare?

Google è un buon esempio di azienda da imitare?

La domanda sembra retorica vedendo la crescita fatta e la sua capitalizzazione ormai superiore alla somma di tutte le aziende automobilistiche americane. Ma Google non è solo motore di ricerca. Per noi e molti altri è anche fonte di ispirazione e modello tecnico da imitare per il Web 2.0.

Cito solo due soluzioni che hanno rilasciato negli ultimi mesi e che si sommano alle molteplici già attive (mail, calendar, condivisione file, chat, mappe, ecc.): il Google Web Toolkit (GWT) e il Google Mobile OS.

Il primo è un framework di sviluppo per applicazioni AJAX rilasciato sotto licenza opensource Apache 2.0 con l’obiettivo di permettere allo sviluppatore di lavorare ad un livello di astrazione più alto rispetto a quello nativo di AJAX, evitando quindi di sprecare risorse scrivendo linee di codice HTML e Javascript da testare sui diversi browser.

Il secondo un ambizioso progetto per una piattaforma di sviluppo per applicazioni mobile che includerà OS, API, IM, e browser mobile. Android (video demo) è quindi a tutti gli effetti il cuore del nuovo “googlefonino” open source.

Altri due utili strumenti che si aggiungono ad una ampia famiglia conosciuta ed utilizzata. Determineranno nuove crescite e conquiste di quote di mercato?

L’importanza del valore di default

Durante il corso di programmazione all’università il docente aveva parlato a lungo dell’importanza di attribuire un valore di default a una variabile, o un comportamento di default a una funzione.

Ho scoperto quanto fosse vero quando mi hanno fatto vedere l’area riservata del sito delle poste italiane. Dopo aver cambiato il browser, passando da Internet Explorer a Mozilla Firefox, il menu laterale con i links alle operazioni possibili era sparito.

Andando a leggere il codice che caricava il menu ho notato che questo veniva creato mediante una funzione javascript che verificava quale browser venisse utilizzato dall’utente, restituendo l’html per quella particolare versione. Purtroppo, però, gli unici browser presi in considerazione erano solo Internet explorer, Netscape e Opera e non è stato previsto un menu di default nel caso il browser non rientrasse tra questi.

Questo tipo di codice, oltre a richiedere un continuo aggiornamento, non ha preso in considerazione uno dei browser più diffusi. Sarebbe sufficiente aggiungere un comportamento di default per la funzione, così da visualizzare il menu con dei semplici link senza particolari effetti grafici non compatibili con tutte le piattafome.

Quel momento lì

Quando progettiamo e realizziamo un sito web questo inizialmente è installato “in locale”, cioè nella nostra rete interna. Superata una certa fase di test viene “trasferito” in remoto, su internet, ma nascosto da un percorso che lo rende visibile solo a noi e al cliente che seguirà il caricamento dei contenuti.

Poi arriva un giorno in cui il cliente dice: “ok, andiamo in linea”.

Generalmente di questa attività mi occupo io. Si tratta solo di rinominare un paio di file, ma io adoro quel momento, perché è come tagliare il nastro ad un’inaugurazione, è come varare una barca, è come togliere il telo che copre una nuova statua… è “dare il la”.

Se fino a un attimo prima, digitando www, compariva una pagina di cortesia, ora si vede la nuova opera. Bello!
In queste occasioni, per ufficializzare l’evento, amo mandare una mail al cliente che dichiara: “in data.. a quell’ora.. il sito taldeitali è andato in linea”.

E’ una mia fissa, lo ammetto, ma è grazie ad una mail di questo tipo che sono in grado di farvi sapere che il nuovo netech.it è andato ufficialmente in linea il 13 luglio 2007 alle ore 21:58.

Accontentare i clienti e i visitatori

Per una corretta ed efficace strategia di vendita uno degli elementi più importanti è l’osservazione del comportamento del possibile cliente.

Il negoziante o il commesso quando vedono entrare e passeggiare per il proprio negozio una persona riescono a capire dai suoi movimenti, dal suo atteggiamento ed eventualmente dalle sue parole il grado di interesse verso i prodotti esposti o i servizi offerti. Dipende dalla esperienza, sensibilità e bravura del venditore saper guidare il cliente ad una scelta che possa portarlo all’acquisto e quindi alla soddisfazione e fidelizzazione.

Per un sito web possiamo dire che la scena si ripete. Il navigatore infatti durante la sua visita nel sito lascia delle “tracce” che sono rilevate, raccolte ed elaborate dai sistemi di statistica che, indipendentemente dal loro grado di complessità, forniscono al gestore del sito solamente delle indicazioni circa i movimenti ed alcune caratteristiche del possibile cliente. Anche in questo caso dipende dalla esperienza, sensibilità e bravura del gestore interpretare correttamente i dati e rispondere alle aspettative del navigatore.

Durante la progettazione dei nostri siti quindi ricordiamo sempre che per accontentare il visitatore e ottenere dei risultati soddisfacenti dal proprio sito oltre ad un buon sistema di rilevazione statistica copre un ruolo fondamentale l’esperienza e quindi la formazione di chi gestirà il sito.

Etica nello sviluppo di un sito

Ogni professione ha una propria etica, un codice di comportamento con il quale porsi davanti ad una scelta per giudicare se l’azione che si intende compiere sia un bene o un male per l’uomo. Per i mestieri con una lunga tradizione alle spalle (commercio, artigianato, economia, …) e per i professionisti che hanno a che fare con l’uomo stesso (penso a medici, legislatori, avvocati, …) esistono testi e pratiche che tracciano delle linee guida ai quali attenersi o dai quali partire per formare una propria linea di pensiero e di condotta.

Una professione giovane come la nostra invece a quali punti di riferimento può appoggiarsi per poter fare delle scelte non solo tecnicamente corrette ma anche umanamente giuste? E’ un pensiero che talvolta emerge quando stiamo analizzando un progetto e talvolta il cliente ci pone delle domande tipo “ma un navigatore che non ci vede può navigare nel sito che state realizzando?” oppure “i testi che stiamo scrivendo li possono capire tutti o solo una nicchia di addetti ai lavori?”.

Ecco quindi che seguire certi standard nella creazione dei nostri siti pensiamo che non sia solamente una necessità tecnica ma anche una risposta per uno sviluppo etico e ci ricorda che il nostro sito verrà utilizzato da uomini che potranno trarre dei benefici o incontrare degli ostacoli che dipendono anche da noi.

Che fine ha fatto il web semantico?

Per la tesi di laurea specialistica ho approfondito le tecniche legate al web semantico e al 3D per il web che mi hanno portato anche a scrivere un articolo sull’argomento con il mio relatore.

Tim Berners-Lee, direttore del W3C, padre di internet e ideatore del Web Semantico, lo ha definito in questo modo: “The Semantic Web is an extension of the current web in which information is given well-defined meaning, better enabling computers and people to work in cooperation”. Il web semantico è quindi un insieme di regole definite con lo scopo di fornire informazioni più precise sul contenuto dei dati online per una maggiore fruizione da parte degli utenti e dei software.

Le funzionalità possibili grazie all’uso del web semantico erano veramente notevoli, mi è sembrata molto interessante la presentazione di Massimo Marchiori alla tappa italiana del W3C Semantic Tour del 2003.

Dopo più di un anno dalla pubblicazione della tesi, però, il web semantico viene utilizzato solamente da una minima parte degli utenti a differenza di alcune tecnologie che pur essendo nate dopo, si sono diffuse molto più velocemente probabilmente per la maggiore semplicità d’uso.

Possiamo decretare la fine del web semantico o ne sentiremo ancora parlare in futuro?

Standard e bollini

Il sito Netech e il relativo blog sono realizzati secondo gli standard web. Questo vuol dire che il codice che compone la pagina di questi due siti non è stato scritto alla bell’e meglio, solo perché graficamente il risultato sia piacevole al lettore.

Creare un sito aderente agli standard vuol invece dire progettare attentamente la pagina e codificarla secondo delle regole, ferree, che sono stabilite da un opportuno consorzio, il W3C. Perché farlo? Perché il sito non è solo quello la maggior parte di noi vede. Un sito creato con gli standard è indicizzato in modo più efficace dai motori di ricerca, è visualizzato correttamente non solo dai browser più diffusi, ma anche da altre periferiche, come telefonini, smartphone, PDA e potrebbe essere fruibile anche dai disabili, che ricorrono a strumenti dedicati.

La moda vuole che chi realizza un sito in questo modo inserisca da qualche parte nel sito una serie di immagini, o bollini, che ne testimonino l’aderenza agli standard. Non troverete però questi bollini navigando nel nostro sito. E’ bene essere cauti: realizzare un sito aderente agli standard è molto importante, ma da solo non basta per realizzare un sito di successo.

Un account, un servizio

Dovevo modificare un servizio attivato sul mio numero di telefono cellulare.

Mi sono collegato al sito web del mio operatore e poco dopo sono cominciati i problemi.

I tre link sullo schermo sembravano servire al medesimo scopo: personalizzare i servizi legati al mio numero di telefono mobile. Ognuno richiedeva una registrazione. Dopo aver provato il primo e aver notato che riguardava solamente un certo tipo di servizi (naturalmente, non quello che cercavo io…) ho provato il secondo e dopo un’ennesima registrazione sono riuscito ad arrivare sulla pagina che mi interessava.

Non capisco l’utilità di complicare la navigazione dell’utente. La cosa che apprezzo di più di Google è che con un solo account ho accesso a tutti i servizi offerti: una sola password da ricordare e che dev’essere scritta una volta sola!

Che ne pensate?

Digitale terrestre e internet

Ho avuto la fortuna di assistere ai test per il digitale terrestre (www.citizens-itv.net) per la fornitura di servizi a comuni e cittadini. Durante queste prove, è stata anche effettuata la prima transazione bancaria su digitale terrestre d’Europa.

Il funzionamento del sistema è interessante: i dati venivano utilizzati sia da un CMS per la pubblicazione su web sia per creare un file XML che attraverso un foglio di stile XSLT inviavano i contenuti sul segnale televisivo digitale.

Mi è sembrato che questo sistema potesse collocarsi tra il televideo e internet per i servizi offerti e il sistema di interazione.

Al sottoscritto, che utilizza moltissimo internet e quasi per nulla la televisione, è nato il dubbio se era veramente necessario un sistema di questo tipo che ci costringe ad utilizzare un telecomando invece di una più comoda tastiera e mouse per ottenere lo stesso servizio.

Probabilmente è un dubbio legato alle mie abitudini e sono certo che qualche vantaggio ci sia. Voi cosa ne pensate? avete mai sviluppato qualcosa per il digitale terrestre?

Postini e protocolli

In Netech mi occupo dell’assistenza ai clienti e mi capita spesso di ricevere segnalazioni relative alla posta elettronica, in particolare errori riscontrati nell’invio dei messaggi.

In questi casi non è facile indicare a chi chiama cosa sia di nostra competenza e cosa no (e l’uso di sigle come POP3, SMTP e protocolli vari non aiuta di certo)

Per aiutarmi nella spiegazione faccio allora ricorso a esempi in cui paragono l’infrastruttura della rete alla vita di tutti i giorni. E’ una metafora che trovo utile applicare per spiegare qualsiasi concetto informatico ai “non addetti ai lavori”.

Nel caso delle email il paragone è ovviamente con il sistema postale. Spiego al cliente che nel mondo reale, quando ricevo una missiva, arriva il postino che mi consegna una busta, ma se sono io a dover spedire una lettera, non la dò al postino: mi reco presso una cassetta delle lettere e la imbuco o, al limite, raggiungo l’ufficio postale e la faccio aggiungere alla posta in uscita.

Allo stesso modo, in internet, Netech si trova a impersonare il ruolo di un postino ed è responsabile solo della consegna della posta in entrata, non di quella in uscita.

L’invio della posta verso il mondo è responsabilità del fornitore della connettività ed è quest’ultimo che va contattato in caso di problemi.