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	<title>Netech blog</title>
	<link>http://blog.netech.it</link>
	<description>Soluzioni informatiche per la gestione multicanale del dato</description>
	<pubDate>Wed, 12 Nov 2008 13:24:34 +0000</pubDate>
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		<title>Intranet sociali si o intranet sociali no? Meglio lasciar circolare la conoscenza</title>
		<link>http://feed.netech.it/~r/netechblog/~3/450694541/</link>
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		<pubDate>Wed, 12 Nov 2008 13:24:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Salatin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Web 2.0]]></category>

		<category><![CDATA[intranet sociali]]></category>

		<category><![CDATA[social network]]></category>

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		<description><![CDATA[Nell&#8217;era del Web 2.0 dove questo termine &#8220;stra usato&#8221; tende quasi a perdere di definizione, mi pongo spesso la domanda se realizzare un sito o meglio una intranet aziendale orientata al sociale sia veramente vantaggioso per molti dei nostri clienti se non per tutti.
Sicuramente le nuove generazioni e quindi la classe dirigente del domani (forse [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nell&#8217;era del Web 2.0 dove questo termine &#8220;stra usato&#8221; tende quasi a perdere di definizione, mi pongo spesso la domanda se realizzare un sito o meglio una intranet aziendale orientata al sociale sia veramente vantaggioso per molti dei nostri clienti se non per tutti.</p>
<p>Sicuramente le nuove generazioni e quindi la classe dirigente del domani (forse il domani è già oggi) vivono e utilizzano quotidianamente questo tipo di applicazioni.</p>
<p>Un caso fra tutti è Facebook, network sociale dove è possibile ritrovare amici e conoscenti di tutto il mondo spariti inesorabilmente dalla propria agenda e ritrovati a distanza di anni. 110 milioni di utenti attivi (2 milioni gli italiani &#8220;vittime&#8221; felici dello strumento) fanno di questo social networking l&#8217;applicazione Web 2.0 con il maggiore tasso di sviluppo annuo (Fonte il sole 24 ore 31 ottobre 2008) e allora il dato è quasi certo: se togliamo agli utenti (dipendenti, collaboratori, fornitori aziendali) la possibilità di fare Web 2.0 sul sito o sulla intranet dell&#8217;azienda per la quale lavorano cercheranno di farlo altrove.Meglio quindi offrire lo strumento piuttosto che vedersene creare uno alle spalle.</p>
<p>Ritengo quindi che in un&#8217;organizzazione strutturata, azienda o ente pubblico che sia, il pensare di adottare una intranet o dedicare una parte del proprio sito all&#8217;intrattenimento e alla condivisione di informazioni, pensieri e quindi di conoscenza, non può che giovare al business della società stessa.</p>
<p>Questi strumenti inoltre, riuscendo a far emergere la componente non formale dell&#8217;organizzazione, facilitano i rapporti e gli scambi di informazioni e di competenze.Wiki, blog, forum e servizi RSS sono sempre di più strumenti indispensabili allo sviluppo aziendale.</p>
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		<item>
		<title>Realizzare il proprio sito o portale per allargare i confini aziendali offrendo un migliore servizio agli stakeholders</title>
		<link>http://feed.netech.it/~r/netechblog/~3/394073401/</link>
		<comments>http://blog.netech.it/2008/09/16/realizzare-il-prorpio-sito-o-portale-per-allargare-i-confini-aziendali-offrendo-un-migliore-servizio-agli-stakeholders/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 16 Sep 2008 09:56:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Salatin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Netech Life]]></category>

		<category><![CDATA[blog]]></category>

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		<description><![CDATA[Questo l&#8217;obiettivo principale che ogni azienda deve porsi quando si avvicina al web con un sito, una intranet o un portale in grado di erogare servizi e valore verso il mercato. Chi sono i miei clienti, collaboratori, fornitori, prospect ecc&#8230; e cosa cercano da me. 
Una presenza web vincente deve essere un qualcosa di vivo capace di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questo l&#8217;obiettivo principale che ogni azienda deve porsi quando si avvicina al web con un sito, una intranet o un portale in grado di erogare servizi e valore verso il mercato. Chi sono i miei clienti, collaboratori, fornitori, prospect ecc&#8230; e cosa cercano da me. </p>
<p>Una presenza web vincente deve essere un qualcosa di vivo capace di far da ponte tra il “cuore” dell&#8217;azienda e tutti coloro che possono trarre beneficio da un&#8217;interazione con essa.Il proprio sito o portale non deve essere quindi un&#8217;entità a se stante (una cosa da fare in più fra le tante che già si fanno) ma un naturale prolungamento dell&#8217;azienda e dei suoi processi.</p>
<p> Cosa facciamo quotidianamente quando siamo al lavoro? Ci colleghiamo alla posta per scaricare e inviare mail, accediamo alla rubrica dei contatti per effettuare telefonate, pianifichiamo impegni e scadenze su calendari, usiamo i motori di ricerca per reperire informazioni su clienti e fornitori, ci colleghiamo all&#8217; ERP (Entreprise Resource Planning) per governare il business aziendale controllando lo stato di avanzamento di un ordine o l&#8217;emissione di un documento amministrativo, produciamo documenti cartacei ed elettronici di ogni tipo, collaboriamo con i diversi reparti aziendali e&#8230; ci beviamo il caffè durante la pausa :-) Tutte queste attività hanno un denominatore comune: il rapporto tra l&#8217;uomo e le applicazioni informatiche presenti in azienda. </p>
<p> E se queste applicazioni fossero fruibili via Web e possibilmente con un look and feel omogeneo? Applicazioni e servizi provenienti da sistemi differenti e non necessariamente progettati per un utilizzo Internet diventerebbero accessibili facilmente con logiche di permission ai collaboratori, clienti, dipendenti, prospect, fornitori, offrendo loro in tempo reale le informazioni che cercano.Sulla base di queste considerazioni Netech approccia il mercato cercando di far capire ai propri clienti quanto valore aggiunto si nasconde dentro al WWW.</p>
<p> <a href="http://blog.netech.it/wp-content/diagramma.png" title="Diagramma"><img src="http://blog.netech.it/wp-content/diagramma.thumbnail.png" alt="Diagramma" /></a></p>
<img src="http://feed.netech.it/~r/netechblog/~4/394073401" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Internet, acceleratore dei processi di ‘go to market’</title>
		<link>http://feed.netech.it/~r/netechblog/~3/357472312/</link>
		<comments>http://blog.netech.it/2008/08/06/internet-acceleratore-dei-processi-di-go-to-market/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 06 Aug 2008 14:30:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Losso</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Clienti e consulenza]]></category>

		<category><![CDATA[go to market]]></category>

		<category><![CDATA[innovazione]]></category>

		<category><![CDATA[internet]]></category>

		<category><![CDATA[marketing imprenditoriale]]></category>

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		<description><![CDATA[Nei giorni scorsi mi sono imbattuto in un articolo che ho riletto più volte. In particolare un paio di frasi mi hanno colpito.
&#8220;[&#8230;] Internet, in quanto &#8217;sistema viario veloce&#8217; che accelera i processi di &#8216;go to market&#8217;, non è di per sé fonte univoca d&#8217;innovazione, ma certamente connotatore, sottolineatore, catalizzatore e, da ultimo, acceleratore e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nei giorni scorsi mi sono imbattuto in un articolo che ho riletto più volte. In particolare un paio di frasi mi hanno colpito.</p>
<p>&#8220;[&#8230;] Internet, in quanto &#8217;sistema viario veloce&#8217; che accelera i processi di &#8216;go to market&#8217;, non è di per sé fonte univoca d&#8217;innovazione, ma certamente connotatore, sottolineatore, catalizzatore e, da ultimo, acceleratore e moltiplicatore dell&#8217;efficacia del contenuto innovativo dell&#8217;azione imprenditoriale.</p>
<p>Internet costituisce, in sintesi, un sottosistema, seppur sempre più ampio e grande, di questo macro insieme di alternative e di strade che si aprono quale alternative possibili e qualificanti dello sviluppo delle iniziative imprenditoriali (marketing imprenditoriale)[&#8230;]&#8221;</p>
<p>Il nostro maggior sforzo nell&#8217;ultimo periodo è stato proprio questo, cercar di far capire agli imprenditori che stanno per investire in Internet delle possibilità che possono ottenere attraverso questo mezzo.</p>
<p>Lavorare con questa logica, sviluppare prodotti ed applicazioni a misura che raggiungano questo scopo, innovare adattandosi ai cambiamenti rapidi in atto è stata e sarà la nostra mission aziendale nei prossimi anni. Il tutto rivolto all&#8217;abbattimento di quella barriera mentale e culturale che spesso rallenta l&#8217;ingresso nella rete da parte di molte aziende.</p>
<img src="http://feed.netech.it/~r/netechblog/~4/357472312" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<title>La grafica e il contenuto</title>
		<link>http://feed.netech.it/~r/netechblog/~3/212427252/</link>
		<comments>http://blog.netech.it/2008/01/07/la-grafica-e-il-contenuto/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 07 Jan 2008 06:48:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Colferai</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Grafica e creatività]]></category>

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		<description><![CDATA[Per definire la qualità di un sito web si devono considerare ed analizzare varie caratteristiche: da quelle tecniche a quelle progettuali, dall&#8217;usabilità alla grafica.
Voglio argomentare proprio di quest&#8217;ultimo aspetto, più precisamente della grafica applicata ai contenuti.
Normalmente il concetto grafico di un sito si ferma, in modo errato, ai colori, forme, immagini, animazioni che racchiudono il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per definire la qualità di un sito web si devono considerare ed analizzare varie caratteristiche: da quelle tecniche a quelle progettuali, dall&#8217;usabilità alla grafica.</p>
<p>Voglio argomentare proprio di quest&#8217;ultimo aspetto, più precisamente della <strong>grafica applicata ai contenuti</strong>.</p>
<p>Normalmente il concetto grafico di un sito si ferma, in modo errato, ai colori, forme, immagini, animazioni che racchiudono il contenuto di una pagina trattando quest&#8217;ultimo come un invitato fuori posto ad una festa.</p>
<p><strong>Curare i contenuti del proprio sito è invece uno degli aspetti principali per rendere visibile la propria attività on line.</strong></p>
<p>Se proponi valige non credere che al tuo potenziale cliente basti guardare una immagine minuscola.<strong> Fai realizzare più foto scattate da un fotografo professionista</strong>, e pretendi dal tuo fornitore di servizi web <strong>attività grafiche che valorizzino ulteriormente il prodotto</strong>.</p>
<p>Questo vuol dire impiegare un <strong>font leggibile</strong> con <strong>buona interlinea</strong>, creare degli <strong>spazi tra un paragrafo e l&#8217;altro</strong>, usare il <strong>grassetto per le parole chiave</strong>, realizzare degli <strong>elenchi schematici</strong> e chiari.</p>
<p>Cosa molto importante è quella di <strong>creare titoli principali e secondari</strong> con colori e dimensioni personalizzate, che rendono la pagina più strutturata e leggibile.</p>
<p>Un ulteriore suggerimento (tratto da <a href="http://www.amazon.co.uk/Prioritizing-Web-Usability-Jakob-Nielsen/dp/0321350316/ref=sr_1_1?ie=UTF8&amp;s=books&amp;qid=1197646829&amp;sr=8-1" title="Web Usability 2.0">Web Usability</a> di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Jakob_Nielsen" title="Jakob Nielsen">Jakob Nielsen</a>) è quello di <strong>creare immagini realizzate pensate per il sito internet</strong>, piuttosto che adattare le immagini del catalogo cartaceo già esistente. Dai al visitatore web la possibilità di confrontare tutte le varianti colore dei tuoi prodotti, piuttosto che la sola presentata nel catalogo stampato.</p>
<p><a href="http://www.apple.com/it/imac/" title="Apple IMac"><img src="http://blog.netech.it/wp-content/apple_imac1.jpg" alt="Apple" align="right" /></a><br />
Come web designer sono convinto che <strong>la grafica più efficace sia quella costruita sul e per il contenuto</strong>.</p>
<p>Un esempio è dato, secondo me, dal sito web di <a href="http://www.apple.com/it/imac/" title="Apple IMac">Apple</a>.<br />
Anche se è graficamente essenziale, <strong>riesce a trasmettere la qualità e l&#8217;innovazione dei prodotti.</strong></p>
<p>Non è necessario essere Apple per ottenere questo risultato, ma sono sicuramente necessari passione e motivazione.</p>
<img src="http://feed.netech.it/~r/netechblog/~4/212427252" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Formazione per esempi</title>
		<link>http://feed.netech.it/~r/netechblog/~3/199695526/</link>
		<comments>http://blog.netech.it/2007/12/13/formazione-per-esempi/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 13 Dec 2007 11:50:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro De Faveri</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Clienti e consulenza]]></category>

		<category><![CDATA[formazione clienti esempi]]></category>

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		<description><![CDATA[Credo che ci siano due modi per fare il nostro lavoro. Il primo è quello del maniaco informatico-programmatore che conosce tutti i segreti del web, ma solitamente ha il grosso difetto di parlare una lingua incomprensibile per i non addetti ai lavori.
La seconda categoria, nella quale spero di rientrare con i miei colleghi, è quella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Credo che ci siano due modi per fare il nostro lavoro. Il primo è quello del maniaco informatico-programmatore che conosce tutti i segreti del web, ma solitamente ha il grosso difetto di parlare una lingua incomprensibile per i non addetti ai lavori.</p>
<p>La seconda categoria, nella quale spero di rientrare con i miei colleghi, è quella dell&#8217;esperto informatico, coscente di dover dialogare con clienti ed utenti che hanno conoscenze limitate nell&#8217;ambito informatico. Come ha scritto Gianluca nel post &#8216;<a href="http://blog.netech.it/2007/08/27/sempre-qualcosa-di-nuovo/">Sempre qualcosa di nuovo</a>&#8216; dobbiamo confrontarci con persone che lavorano in settori che non necessariamente hanno a che fare con l&#8217;ambito web ma che dobbiamo comprendere le loro necessità e spiegare il funzionamento dei nostri prodotti.</p>
<p>Ho notato che in queste situazioni tornano molto utili gli esempi tratti da situazioni comuni, come ha raccontato Marco nel post &#8216;<a href="http://blog.netech.it/2007/07/12/postini-e-protocolli/">Postini e protocolli</a>&#8216;, questo perchè il funzionamento di un protocollo smtp non è conosciuto da tutti mentre non serve aver lavorato per le poste italiane per sapere come si svolge il lavoro di un postino. Io stesso, l&#8217;altra sera, scrivendo un articolo per un giornale locale, ho utilizzato il funzionamento di una biblioteca pubblica per illustrare la gestione dei dati da parte di un elaboratore.</p>
<p>Credo che questo approccio sia essenziale in molte professioni, soprattutto nella nostra e in quella di insegnante (avrei tanto voluto che mi spiegassero alcuni costrutti di analisi matematica per esempi prima di darmi la definizione ! ) e deriva da un&#8217;esperienza fatta precedentemente ad esempio scrivendo per un blog (come nel caso di <a href="http://fucinaweb.com">Antonio</a>) o da un lungo periodo a contatto con i clienti come accade nel caso di Marco.</p>
<img src="http://feed.netech.it/~r/netechblog/~4/199695526" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Esempio da imitare?</title>
		<link>http://feed.netech.it/~r/netechblog/~3/194216343/</link>
		<comments>http://blog.netech.it/2007/12/03/esempio-da-imitare/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 03 Dec 2007 05:53:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Losso</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Link e segnalazioni]]></category>

		<category><![CDATA[Tecnica e sviluppo]]></category>

		<category><![CDATA[Web 2.0]]></category>

		<category><![CDATA[ajax]]></category>

		<category><![CDATA[android]]></category>

		<category><![CDATA[google]]></category>

		<category><![CDATA[mobile-os]]></category>

		<category><![CDATA[opensource]]></category>

		<category><![CDATA[web]]></category>

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		<description><![CDATA[Google è un buon esempio di azienda da imitare?
La domanda sembra retorica vedendo la crescita fatta e la sua capitalizzazione ormai superiore alla somma di tutte le aziende automobilistiche americane. Ma Google non è solo motore di ricerca. Per noi e molti altri è anche fonte di ispirazione e modello tecnico da imitare per il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.google.it" title="Google">Google</a> è un buon esempio di azienda da imitare?</p>
<p>La domanda sembra retorica vedendo la crescita fatta e la sua capitalizzazione ormai superiore alla somma di tutte le aziende automobilistiche americane. Ma Google non è solo motore di ricerca. Per noi e molti altri è anche fonte di ispirazione e modello tecnico da imitare per il Web 2.0.</p>
<p>Cito solo due soluzioni che hanno rilasciato negli ultimi mesi e che si sommano alle molteplici già attive (mail, calendar, condivisione file, chat, mappe, ecc.): il <a href="http://code.google.com/webtoolkit/">Google Web Toolkit</a> (GWT)  e il <a href="http://code.google.com/android/">Google Mobile OS</a>.</p>
<p>Il primo è un framework di sviluppo per applicazioni AJAX rilasciato sotto licenza opensource Apache 2.0 con l&#8217;obiettivo di permettere allo sviluppatore di lavorare ad un livello di astrazione più alto rispetto a quello nativo di AJAX, evitando quindi di sprecare risorse scrivendo linee di codice HTML e Javascript da testare sui diversi browser.</p>
<p>Il secondo un ambizioso progetto per una piattaforma di sviluppo per applicazioni mobile che includerà OS, API, IM, e browser mobile.  <em>Android </em>(<a href="http://www.youtube.com/watch?v=1FJHYqE0RDg" title="Android">video demo</a>) è quindi a tutti gli effetti il cuore del nuovo <em>“googlefonino” </em>open source.</p>
<p>Altri due utili strumenti che si aggiungono ad una ampia famiglia conosciuta ed utilizzata. Determineranno nuove crescite e conquiste di quote di mercato?</p>
<img src="http://feed.netech.it/~r/netechblog/~4/194216343" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>L’importanza del valore di default</title>
		<link>http://feed.netech.it/~r/netechblog/~3/190539792/</link>
		<comments>http://blog.netech.it/2007/11/26/limportanza-del-valore-di-default/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 26 Nov 2007 04:52:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro De Faveri</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Tecnica e sviluppo]]></category>

		<category><![CDATA[browser]]></category>

		<category><![CDATA[default]]></category>

		<category><![CDATA[poste]]></category>

		<category><![CDATA[programmazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Durante il corso di programmazione all&#8217;università il docente aveva parlato a lungo dell&#8217;importanza di attribuire un valore di default a una variabile, o un comportamento di default a una funzione.
Ho scoperto quanto fosse vero quando mi hanno fatto vedere l&#8217;area riservata del sito delle poste italiane. Dopo aver cambiato il browser, passando da Internet Explorer [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Durante il corso di programmazione all&#8217;università il docente aveva parlato a lungo dell&#8217;importanza di attribuire un valore di default a una variabile, o un comportamento di default a una funzione.</p>
<p>Ho scoperto quanto fosse vero quando mi hanno fatto vedere l&#8217;area riservata del sito delle <a href="http://www.poste.it/">poste italiane</a>. Dopo aver cambiato il browser, passando da Internet Explorer a Mozilla Firefox, il menu laterale con i links alle operazioni possibili era sparito.</p>
<p>Andando a leggere il codice che caricava il menu ho notato che questo veniva creato mediante una funzione javascript che verificava quale browser venisse utilizzato dall&#8217;utente, restituendo l&#8217;html per quella particolare versione. Purtroppo, però, gli unici browser presi in considerazione erano solo Internet explorer, Netscape e Opera e non è stato previsto un menu di default nel caso il browser non rientrasse tra questi.</p>
<p>Questo tipo di codice, oltre a richiedere un continuo aggiornamento, non ha preso in considerazione uno dei browser più diffusi. Sarebbe sufficiente aggiungere un comportamento di default per la funzione, così da visualizzare il menu con dei semplici link senza particolari effetti grafici non compatibili con tutte le piattafome.</p>
<img src="http://feed.netech.it/~r/netechblog/~4/190539792" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Quel momento lì</title>
		<link>http://feed.netech.it/~r/netechblog/~3/186975085/</link>
		<comments>http://blog.netech.it/2007/11/19/quel-momento-li/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 19 Nov 2007 04:00:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Palma</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Clienti e consulenza]]></category>

		<category><![CDATA[Tecnica e sviluppo]]></category>

		<category><![CDATA[assistenza]]></category>

		<category><![CDATA[cultura-web]]></category>

		<category><![CDATA[url]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando progettiamo e realizziamo un sito web questo inizialmente è installato &#8220;in locale”, cioè nella nostra rete interna. Superata una certa fase di test viene “trasferito” in remoto, su internet, ma nascosto da un percorso che lo rende visibile solo a noi e al cliente che seguirà il caricamento dei contenuti.
Poi arriva un giorno in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando progettiamo e realizziamo un sito web questo inizialmente è installato &#8220;in locale”, cioè nella nostra rete interna. Superata una certa fase di test viene “trasferito” in remoto, su internet, ma nascosto da un percorso che lo rende visibile solo a noi e al cliente che seguirà il caricamento dei contenuti.</p>
<p>Poi arriva un giorno in cui il cliente dice: “ok, andiamo in linea”.</p>
<p>Generalmente di questa attività mi occupo io. Si tratta solo di rinominare un paio di file, ma io adoro quel momento, perché è come tagliare il nastro ad un’inaugurazione, è come varare una barca, è come togliere il telo che copre una nuova statua&#8230; è “dare il la”.</p>
<p>Se fino a un attimo prima, digitando www, compariva una pagina di cortesia, ora si vede la nuova opera. Bello!<br />
In queste occasioni, per ufficializzare l’evento, amo mandare una mail al cliente che dichiara: “in data.. a quell’ora.. il sito taldeitali è andato in linea”.</p>
<p>E’ una mia fissa, lo ammetto,  ma è grazie ad una mail di questo tipo che sono in grado di farvi sapere che il nuovo <a href="http://netech.it/">netech.it</a> è andato ufficialmente in linea il 13 luglio 2007 alle ore 21:58.</p>
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		<title>Allo IAB Forum di Milano</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Nov 2007 10:01:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Volpon</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Link e segnalazioni]]></category>

		<category><![CDATA[Web 2.0]]></category>

		<category><![CDATA[iab-forum]]></category>

		<category><![CDATA[jaap-favier]]></category>

		<category><![CDATA[Milano]]></category>

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		<description><![CDATA[Appuntamento interessante quello di ieri allo Interactive Advertising Bureau Forum 2007, l&#8217;incontro dei professionisti del settore nuovi media che analizza il mercato della comunicazione, dell&#8217;informazione e della pubblicità.
La mattinata è stata ricca di interventi di qualità, a partire da quello di David Weinberger, di cui ho già parlato su Fucinaweb.
Merita una citazione anche la presentazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://blog.netech.it/wp-content/img_6023.jpg" alt="Jaap Favier" style="margin: 0px 5px 0px 0px; float: left" />Appuntamento interessante quello di ieri allo <a href="http://www.iabforum.it/">Interactive Advertising Bureau Forum 2007</a>, l&#8217;incontro dei professionisti del settore nuovi media che analizza il mercato della comunicazione, dell&#8217;informazione e della pubblicità.</p>
<p>La mattinata è stata ricca di interventi di qualità, a partire da quello di David Weinberger, di cui <a href="http://www.fucinaweb.com/fw/david-weinberger-allo-iab-forum-2007/" title="David Weinberger allo IAB Forum 2007">ho già parlato su Fucinaweb</a>.</p>
<p>Merita una citazione anche la presentazione di <a href="http://www.forrester.com/rb/analyst/jaap_favier">Jaap Favier</a>, vice presidente e direttore della ricerca di Forrester Research.  Alla domanda &#8220;Come può porsi l&#8217;azienda rispetto al web sociale?&#8221; Favier individua due possibilità: giocare in difesa o all&#8217;attacco.</p>
<p>Se l&#8217;azienda è molto strutturata, è storica, è difficile coinvolgere e aggregare i clienti, allora è meglio che l&#8217;azienda giochi in difesa. Questo vuol dire osservare attentamente quello che succede in internet, per analizzare quello che gli utenti dicono e per intervenire tempestivamente in caso di problemi.</p>
<p>Se invece l&#8217;azienda è dinamica e lega con passione gli utenti, può valere la pena tentare di coinvolgerli in progetti web sociali. Ma senza trucchi, come quello di realizzare <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Fake_blog">flog</a>, cioè finti blog gestiti in tutto e per tutto da redattori pagati dall&#8217;azienda. In questo caso infatti il richio è di ottenere l&#8217;inverso dei propositi.</p>
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		<title>Accontentare i clienti e i visitatori</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Nov 2007 05:51:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca Rota</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Clienti e consulenza]]></category>

		<category><![CDATA[Tecnica e sviluppo]]></category>

		<category><![CDATA[statistiche]]></category>

		<category><![CDATA[visitatore]]></category>

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		<description><![CDATA[Per una corretta ed efficace strategia di vendita uno degli elementi più importanti è l&#8217;osservazione del comportamento del possibile cliente.
Il negoziante o il commesso quando vedono entrare e passeggiare per il proprio negozio una persona riescono a capire dai suoi movimenti, dal suo atteggiamento ed eventualmente dalle sue parole il grado di interesse verso i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per una corretta ed efficace strategia di vendita uno degli elementi più importanti è <strong>l&#8217;osservazione del comportamento</strong> del possibile cliente.</p>
<p>Il <strong>negoziante </strong>o il commesso quando <strong>vedono</strong> entrare e passeggiare per il proprio negozio una persona riescono a capire dai suoi movimenti, dal suo atteggiamento ed eventualmente dalle sue parole<strong> il grado di interesse</strong> verso i prodotti esposti o i servizi offerti. Dipende dalla esperienza, sensibilità e bravura del venditore <strong>saper guidare il cliente</strong> ad una scelta che possa <strong>portarlo all&#8217;acquisto</strong> e quindi alla soddisfazione e fidelizzazione.</p>
<p>Per un <strong>sito web</strong> possiamo dire che la scena si ripete. Il navigatore infatti durante la sua <strong>visita nel sito</strong> lascia delle “tracce” che sono rilevate, raccolte ed elaborate dai sistemi di statistica che, indipendentemente dal loro grado di complessità, forniscono al gestore del sito solamente delle <strong>indicazioni circa i movimenti ed alcune caratteristiche</strong> del possibile cliente. Anche in questo caso dipende dalla esperienza, sensibilità e bravura del gestore <strong>interpretare correttamente i dati</strong> e <strong>rispondere alle aspettative</strong> del navigatore.</p>
<p>Durante la progettazione dei nostri siti quindi ricordiamo sempre che per <strong>accontentare il visitatore</strong> e <strong>ottenere dei risultati</strong> soddisfacenti dal proprio sito oltre ad un buon sistema di rilevazione statistica  copre un ruolo<strong> fondamentale l&#8217;esperienza</strong> e quindi la formazione di chi gestirà il sito.</p>
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