Di ritorno dal Future of Web Apps

L’esperienza londinese è stata stancante (mi sono preso una mezza influenza), ma ha saputo fornire al pubblico molti spunti di interesse.

Tra tutti gli interventi a cui ho assistito ricordo con piacere quello di Dick Costolo di Feedburner. Costolo ha sfatato qualche mito che correva in sala durante i precedenti interventi, come per esempio la necessità di produrre business plan dettagliati per una startup web 2.0, perché oggi non li legge più nessuno.

Costolo è andato oltre, spiegando come se da un lato è vero che non occorrano ingenti investimenti per far partire una startup, i soldi serviranno presto se l’interesse è di farla crescere e di sfruttare le opportunità che si presentano.

Ma la cosa che mi ha colpito di più, che mai avrei pensato di sentire per bocca di un americano, è l’affermazione secondo cui è meglio assumere persone competenti, ma non con competenze specifiche, così da reagire ai (frequenti) mutamenti di mercato. Una cosa a cui forse siamo abituati in Italia, ma non così tanto all’estero: basta vedere le posizioni aperte per esempio da Google, per rendersi conto della specificità delle figure ricercate.

Il futuro delle applicazioni web

La prima giornata della conferenza Future of Web Apps qui a Londra si può riassumere con due termini: iterazione e prestazione.

Iterazione: il processo di sviluppo di un’applicazione web non termina al momento del rilascio. Qui infatti comincia il confronto con il cliente e la comunità degli utenti allo scopo di individuare le future funzionalità da implementare. E il compito di bilanciare aspettative degli utenti, costi qualità dell’applicazione non è sempre facile. Kevin Rose di Digg ha inoltre sottolineato come la qualità del codice scritto sia una strategia che paga sempre.

Prestazione: anche applicazioni web non pensate per folti gruppi di utenti andrebbero sviluppate tenendo conto dell’efficienza del codice e dell’interfaccia. Questo ha infatti delle dirette ripercussioni sull’esperienza del visitatore nei confronti della nostra applicazione o del nostro sito. Steve Souders di Yahoo! ha anche evidenziato come, tra ottimizzazione del backend e frontend, la seconda è quella su cui vale la pena concentrare gli sforzi.

Oggi seconda giornata di interventi. Sono curioso di ascoltare, proprio in coda alla giornata, Dick Costolo di Feedburner che affronterà ancora temi legati all’iterazione continua.

Se siete interessati ad dettaglio delle presentazioni che sto seguendo vi rimando ai miei interventi su Fucinaweb.