Esempio da imitare?

Google è un buon esempio di azienda da imitare?

La domanda sembra retorica vedendo la crescita fatta e la sua capitalizzazione ormai superiore alla somma di tutte le aziende automobilistiche americane. Ma Google non è solo motore di ricerca. Per noi e molti altri è anche fonte di ispirazione e modello tecnico da imitare per il Web 2.0.

Cito solo due soluzioni che hanno rilasciato negli ultimi mesi e che si sommano alle molteplici già attive (mail, calendar, condivisione file, chat, mappe, ecc.): il Google Web Toolkit (GWT) e il Google Mobile OS.

Il primo è un framework di sviluppo per applicazioni AJAX rilasciato sotto licenza opensource Apache 2.0 con l’obiettivo di permettere allo sviluppatore di lavorare ad un livello di astrazione più alto rispetto a quello nativo di AJAX, evitando quindi di sprecare risorse scrivendo linee di codice HTML e Javascript da testare sui diversi browser.

Il secondo un ambizioso progetto per una piattaforma di sviluppo per applicazioni mobile che includerà OS, API, IM, e browser mobile. Android (video demo) è quindi a tutti gli effetti il cuore del nuovo “googlefonino” open source.

Altri due utili strumenti che si aggiungono ad una ampia famiglia conosciuta ed utilizzata. Determineranno nuove crescite e conquiste di quote di mercato?

Associazioni di idee

Una associazione di idee che finora non avevo considerato (anche se a mio avviso pare un pochino azzardata) mi si è presentata qualche sera fa nel viaggio tra Belluno e Padova ascoltando una nuova trasmissione inserita nel palinsesto estivo di RAI Radio 2.

La tramissione si chiama “Versione Beta” , è condotta da due speaker con tono molto enfatico che ricorda i deejay da discoteca anni ‘80 (voce alta, frasi lanciate) e parla di Internet (in particolare di web 2.0) e Anime (i cartoni animati giapponesi).

I due conduttori dicono di trasmettere da Radio 2.0 (radio due punto zero) e parlano di Internet, di forum, di open source, di siti, mettono in onda le sigle dei cartoni animati anche in lingua originale (il giapponese appunto), intervistano gestori di siti web e doppiatori dei personaggi anime.

Internet e Anime considerati entrambi come due fenomeni mediatici, come due hobbies per appassionati e addetti ai lavori.

In effetti uno degli aspetti che prendiamo in esame durante la fase di analisi e durante la stesura dei nostri progetti è la cultura in ambito web del nostro interlocutore di riferimento dove per “cultura web” intendiamo non tanto la pura conoscenza quanto la percezione, la familiarità e il modo di porsi dell’utente nei confronti del web.

Per questo motivo cerchiamo di essere sempre aggiornati su quanto propongono i media considerati tradizionali (stampa, tv e radio) e capire quindi in quale direzione il nostro utente viene poi (più o meno consapevolente) indirizzato.

Ora che la radio propone questo tipo di associazione di idee dovremo diventare esperti di Anime?